NBA lockout: 12 ore di colloqui non bastano

Si è concluso intorno alle 7:00 ora italiana (l’1:00 di notte ora di New York) l’ennesimo incontro tra NBA e Associazione Giocatori.

La durata del meeting (ben 12 ore) e le conferenze stampa in stanze separate non lasciavano presagire nulla di buono, e infatti Stern ha dichiarato a fine sessione che l’accordo non è stato ancora preso, ma che tuttavia le consultazioni riprenderanno oggi alle 12 ora di NY (le sei del pomeriggio in Italia), prolungando in un certo senso la deadline oltre la quale i giocatori dovranno accettare la proposta di una spartizione dei ricavi intorno al 51% (ma ora pare che sul tavolo sia pronta un’offerta di equa spartizione al 50%)  e alle condizioni contrattuali e salariali già concordate nei giorni scorsi.

“Non abbiamo nè vinto, nè perso”, ha affermato il commissioner, apparso piuttosto affaticato negli ultimi giorni, “La volontà è quella di mostrare ai giocatori la nostra buona fede, e così stanno facendo anche loro”. Stern conclude poi la conferenza stampa affermando:“Ogni giorno che passa senza giocare è un motivo in più per accelerare il processo. Non sono nè ottimista, nè pessimista, continueremo a lavorare”.

“Non abbiamo effettuato grossi passi avanti, oggi”, ha purtroppo invece dichiarato Derek Fisher, presidente dell NBPA. “Al di là dell’offerta del 50/50 (sul BRI, ndr), vogliamo maggiore flessibilità da parte di proprietari sulle questioni relative al ‘sistema’ “..

“Sono ancora tantissimi i problemi da discutere”, chiosa senza mezzi termini l’executive director dell’Associazione Giocatori Billy Hunter. “Non credo che riusciremo a risolvere tutto entro giovedì sera”, ha aggiunto Fisher.

Ed in effetti è molto probabile, in base a quanto dichiarato dalle controparti, che i colloqui dureranno ancora un paio di giorni.

Secondo fonti ben informate, tre dei cinque principali punti sul “sistema” sarebbero stati risolti, ma tutto dipenderà comunque dal raggiungimento di un intesa sulla spartizione dei ricavi.

I prossimi incontri saranno decisivi, perchè nel caso scadesse l’ultimatum di Stern, non ci sarà davvero quasi più margine di trattativa (i proprietari chiederanno una percentuale sul BRI del 53%, un salary cap rigido e condizioni “di sistema” maggiormente favorevoli), e il rischio che la stagione venga cancellata non appare più peregrino.VF

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